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I caffè nella poesia

Caffè
Tergeste

Umberto Saba

Umberto Saba

Caffè
Tergeste

Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchi
ripete l'ubbriaco il suo delirio;
ed io ci scrivo i miei più allegri canti.

Caffè di ladri, di baldracche covo,
io soffersi ai tuoi tavoli il martirio,
lo soffersi a formarmi un cuore nuovo.

Pensavo: Quando bene avrò goduto
la morte, il nulla che il lei mi predico,
che mi ripagherà d'esser vissuto?

Di vantarmi magnanimo non oso;
ma, se il nascere è un fallo, io al mio nemico
sarei, per maggior colpa, più pietoso.

Caffè di plebe, dove un dì celavo
la mia faccia, con gioia oggi ti guardo.
E tu concili l'italo e lo slavo,

a tarda notte, lungo il tuo biliardo.


El cafè
de Trieste

Maria Grazia Detoni Campanella

Maria Grazia Detoni Campanella

El cafè
de Trieste

I disi, che bisogna
andar a Napoli
per bever bon cafè.
E no xe vero!
Perchè a Trieste
basta voltar canton
e in un dei tanti bar,
un bon cafè gustar.
Noi semo qua dei veri fortunadi
perché torefazioni le xe tante
che produci bonissime miscele
dapertuto molto conosude.
E alora perchè lassar
el nostro palato suto?
Forza andemo subito
nel bar qua soto:
femose un nero
che tira su de boto!

(Traduzione in italiano dal dialetto triestino)
IL CAFFÈ DI TRIESTE

Dicono che bisogna
andare a Napoli
per bere un buon caffè.
Ma non è affatto vero!
Perché a Trieste
basta che giri un angolo
e trovi di certo un bar
dove gustare un buon caffè.
Noi siamo proprio fortunati
perché abbiamo tante torrefazioni
che producono ottime miscele
che sono conosciute dappertutto.
E allora, perché lasciare
il nostro palato asciutto?
Su forza, andiamo subito
al bar qui sotto:
beviamoci un buon caffè
che ci dà la carica per la giornata!


Caffè
San Marco

Morena Hervatich

Morena Hervatich

Caffè
San Marco

Caffè S. Marco e il tuo ricordo
vivo tra spirali di fumo ed il caffè,
attorniati da libri, in serate novembrine
io e te, con le nostre speranze, con i nostri ideali
con le nostre frasi latine mai dimenticate.
Il biliardo attorniato dal fumo
e le urla ci riportavano lì,
io e te seduti in un caffè.
Il caffè bollente nella mano
ed il suo aroma ci circondava
quasi, mentre le speranze aleggiavano
sulle nostre risa, vere,
sui nostri commenti, sulle nostre illusioni
eravamo felici e non lo si sapeva:
ora io ti chiedo chi le ha frantumate?
Io ti voglio solo chiedere il perché
il perché di tutto questo, solo, cosa,
che cosa ci ha cambiati?
Siamo sempre lì io e te
a prendere il caffè,
tu mi guardi, io ti guardo, noi, siamo sempre noi;
così diversi:
tutto attorno non è cambiato nulla,
il fumo, l'aroma, le voci:
noi ci guardiamo dall'album della memoria
pensando ai ricordi a com'eravamo
un po' di fumo attorno,
qualche sigaretta in più,
la valigia dei ricordi che non ci abbandona:
troppe lacrime spese in questi anni,
troppi ricordi da cancellare,
ma uniti anche da questo io e te
seduti in un caffè;
pronti a sorriderci ancora,
ad aiutarci ancora
a credere in un qualcosa che non sappiamo più
cosa sia, dove sia,
dimenticati dagli altri in
questo angolo di mondo,
su questo tavolino da caffè antico,
due tazze bollenti, una sigaretta,
un sorriso, noi.


Caffè
Tommaseo

Morena Hervatich

Morena Hervatich

Caffè
Tommaseo

Arie antiche su quei divani polverosi
le nostre ansie dimenticate nell'incontro
e tutto attorno, le immagini ferme su di noi.
Adoravo parlarti per ore,
mi piaceva come mi guardavi,
mentre le tue mani nervose,
cercavano di spiegare quello che stavi provando
a quell'età; all'età che avevamo
sogni sparsi nei nostri versi,
emozioni mai provate, che cercavamo di capire,
di immaginare, di fantasticare.
Com'era bello guardarti in una giornata di sole,
con il verde dei tuoi occhi che ricordava il mare,
ed i nostri sogni che partivano verso destinazioni
sconosciute, verso incanti mai nati.
Il mare di fronte
e le nostre speranze, le nostre certezze,
le nostre convinzioni che si stringevano
la mano, danzavano su di noi, sopra note mai trovate,
ma bastavano per fare una sinfonia.
Quegli eterni silenzi di fronte ad un caffè,
sorseggiato troppo a lungo,
tanto a lungo che sembrava amaro,
ma c'eravamo noi, l'importante era questo,
noi con la nostra sigaretta in mano, due boccate,
un sospiro, un sogno cacciato via;
lo sguardo si incontrava,
il tempo se ne andava e noi lì
al Caffè Tommaseo.


Buon
caffè

Enrico Marchesan

Enrico Marchesan

Buon
caffè

Dall'America importato,
in Italia torrefatto:
Tanti chicchi similoro
trasformati color moro.
Maestria d'italiano:
Gran miscela e buona mano,
una macchina d'espresso:
gran caffè è pronto adesso.
Quest'aroma prelibato
tutti i giorni degustato,
ed al Bar meglio non c'è
che una tazza di caffè.


Il chicco
di caffè

Silvia Masè

Silvia Masè

Il chicco
di caffè

Oh, chicco verde, chicco brillante,
così m'appari in veste elegante.
Or ti sei tolto il tuo bel vestito:
Sei così pronto pel sacrificio.
Quanto cammino devi ancor fare,
se sopra il desco vuoi arrivare.
Dentro nel sacco tu passi il mare,
niente ti ferma, giù nella stiva.
E quando arrivi nel grande porto
vieni spedito in torrefazione,
per diventare grosso e marrone.
Sei finalmente giunto al traguardo.
Prego, non fare brutta figura,
tutti t'aspettan con gran premura:
Voglio un caffè che sia proprio buono!
Tu, di sicuro, ce ne fai dono


Io e te,
il caffè...

Giacomo Vit

Giacomo Vit

Io e te,
il caffè...

Io e te... due tazzine sul tavolino,
una nebbia dorata che ci avvolge,
e il chiacchierio del vento...
Il passato comincia a galleggiare
sulla crema del caffè: io e te
tornare bambini, senza una barba che punge,
una pelle liscia, un serpente che scivola
fra le acque del sogno...
E guardare insieme oltre la vasca
del sole... rovistare dentro quella luce per trovare
voci e volti che non siamo riusciti d fermare...
Io e te... un caffè... e una parola sincera...


Il barista
chiacchierone

Giacomo Vit

Giacomo Vit

Il barista
chiacchierone

Oh signora mia, buongiorno,
sempre il solito va bene,
il caffè, lei ne conviene,
è una gran specialità.
Alle donne piace lungo,
glielo dico in confidenza,
su non perda la pazienza,
sto parlando del caffè!
Se le piace questo gusto
prenda un nostro abbonamento:
10.000 in pagamento
e tazzine a volontà.
Quanto zucchero ci mette,
ma ne basta una bustina,
perché dentro la tazzina
un'Arabica ci sta.
Caffè nero all'ingegnere
che parcheggia qui la jeep,
ecco il suo Maragogype
la migliore qualità.


Una lite
a Londra

Aldo Diani

Aldo Diani

Una lite
a Londra

Sono a Londra riuniti
i signori del caffè,
per trovar un'altra intesa
fra consumo e produzion.
Ci sono liti ancor latenti
tra i Paesi Produttori,
per avere un'alta quota:
più valuta accaparrar.
I Paesi del consumo
a loro volta son divisi:
c'è chi vuol porger la mano
e chi, invece, risparmiar.
E tra il Cancro e il Capricorno,
donne e maschi di colore
nulla san di queste liti:
voglion solo lavorar!


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